Quando c'è un bisogno, c'è un Lions.
A volte il service nasce da una stretta di mano. A volte da un incontro. A volte nasce semplicemente dalla consapevolezza che qualcuno, dall'altra parte dell'Europa, ha bisogno di noi.
Nel luglio 2025 il Distretto Lions 108 Ib4, insieme alla nostra Fondazione Distrettuale di Milano, ha organizzato una grande raccolta di alimenti, farmaci e beni di prima necessità destinati alle realtà che da anni sosteniamo in Ucraina.
Due destinazioni precise, due realtà con cui abbiamo costruito nel tempo un rapporto fatto di fiducia e amicizia: la Clinica e Associazione Rafail di Odessa, guidata dalla dottoressa Snizhana Yeromenko, impegnata nell'assistenza sanitaria e nel sostegno alle persone più fragili; e Youth of Ukraine di Mykolaiv, guidata da Maksym Kovalenko, una realtà impegnata da anni nell'aiuto alla popolazione e nell'accoglienza delle persone più vulnerabili.
Insieme a numerosi Lions Club del Distretto 108 Ib4, di alcuni volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini e delle comunità venete, in particolare quella di Valdagno, siamo riusciti a raccogliere e organizzare una motrice con 23 bancali di alimenti, medicinali e beni essenziali.
Un camion carico di cose semplici.
Ma dietro ogni bancale c'erano persone.
Persone che avevano donato. Persone che avevano raccolto.
Persone che avevano lavorato per preparare la spedizione.
Persone che, senza mai incontrarsi, avevano deciso di prendersi cura di altre persone.
Quel camion ha attraversato l'Europa per raggiungere Odessa e Mykolaiv, dove gli aiuti sono stati scaricati nei magazzini delle associazioni locali e successivamente distribuiti alle famiglie e alle persone che ne avevano bisogno.
E così, quello che in Italia poteva sembrare soltanto un bancale di cibo o una scatola di medicinali, dall'altra parte dell'Europa è diventato un pasto, una cura, un gesto di dignità, una carezza arrivata da lontano.
La decisione di organizzare questo nuovo aiuto nasce anche dall'esperienza vissuta durante la Missione Lions in Ucraina dell'aprile 2025.
Eravamo stati lì.
Avevamo percorso quelle strade.
Avevamo incontrato quelle persone.
Avevamo visto con i nostri occhi le difficoltà, la povertà e i bisogni di una popolazione che continua a vivere una realtà drammatica.
E quando torni a casa dopo aver visto tutto questo, è difficile far finta di niente. Perché vedere significa anche assumersi una responsabilità. Ed è proprio allora che il nostro We Serve smette di essere soltanto un motto e diventa una scelta concreta.
Abbiamo visto un bisogno. Abbiamo cercato una risposta. E abbiamo fatto quello che sappiamo fare: servire.
Questo service rappresenta anche qualcosa di più profondo. Rappresenta la forza dei legami che il Lions riesce a creare tra persone, Club e comunità che vivono a migliaia di chilometri di distanza.
Perché non esistono confini quando si parla di solidarietà.
Non esistono distanze quando qualcuno ha bisogno.
E non serve parlare la stessa lingua per capire una richiesta d'aiuto.
Basta tendere una mano.
Negli Scopi dei Lions troviamo parole che in questa esperienza hanno assunto un significato concreto:
E ancora:
Ma è forse nell'Etica Lions che ritroviamo più chiaramente lo spirito di questa missione:
Quel camion è partito dall'Italia carico di cibo e medicinali. Ma, simbolicamente, trasportava molto di più: la nostra vicinanza, la nostra amicizia, la nostra solidarietà. La certezza che qualcuno, anche a centinaia di chilometri di distanza, non è stato dimenticato.
E forse è proprio questo il significato più autentico del We Serve. Non promettere di cambiare il mondo, ma vedere una persona che ha bisogno e decidere di fare qualcosa.
Un gesto alla volta.
Un Club alla volta.
Un viaggio alla volta.
Perché dove c'è un bisogno, c'è un Lions. E quel camion, partito dall'Italia verso Odessa e Mykolaiv, ne è stata una testimonianza concreta.








